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LA CAMPAGNA DI SCAVI 2007
Nell'ambito dei lavori di realizzazione del Parco Archeologico di S. Pasquale in c.da Deri a Bova Marina, è stato intrapreso un nuovo progetto di scavo archeologico nell'area a N della sinagoga che fu rinvenuta in quest'area nel corso degli anni '80, lavori effettuati sotto la direzione della sottoscritta, coadiuvata, per l'assistenza scientifica sul campo dalla ditta Aket s.r.l. Un primo intervento, realizzato nei mesi di dicembre 2006 e gennaio 2007, ha permesso di rimuovere il terreno agrario superficiale, mettendo in evidenza la cresta delle strutture archeologiche presenti nell'area, ma senza intaccare i depositi archeologici. Nei mesi successivi si è proceduto alla messa in luce delle strutture e delle stratigrafie archeologiche individuate nel corso della prima fase, con la metodologia dello scavo stratigrafico. Lo scavo è stato realizzato in estensione, con lo scopo di definire la planimetria degli edifici e di identificare i limiti dell'insediamento. Si sono inoltre realizzate delle “finestre stratigrafiche” in profondità per documentare l'entità del deposito archeologico conservato e ottenere importanti informazioni per la progettazione dei futuri interventi nell'area. Il deposito appare comunque disturbato, e parzialmente compromesso, da numerosi interventi moderni, in particolare dall'impianto di un agrumeto negli anni '60 e dalla realizzazione, in epoca anteriore, di profonde arature, che lo hanno spesso intaccato fin dalla base.
L'INTERVENTO
Un primo settore di scavo si è concentrato nella porzione occidentale dell'area, dove, in seguito alla rimozione del terreno agricolo superficiale, era stata evidenziata una più alta concentrazione di strutture e materiale di natura archeologica. In questo ambito sono state individuate tre principali aree di intervento (area N, area C, area S).
Area Nord (N). Nell'area, che si estende su una superficie di circa 800 mq, sono state messe in evidenza numerose strutture, concentrate principalmente nella metà occidentale. Sono stati riconosciuti almeno sette ambienti, facenti parte di un unico edificio. Alcune “finestre stratigrafiche”, praticate in corrispondenza alla presenza di profondi tagli di epoca moderna, hanno permesso di riconoscere la presenza di più di una fase costruttiva, la cui datazione e complessità planimetrica potranno essere chiarite solo da ulteriori indagine stratigrafiche nell'area. Nel corso dell'indagine sono state individuate alcune vasche in muratura, pavimenti in cocciopesto e dolia interrati, elementi che sembrano sottolineare il carattere prevalentemente produttivo di quest'edificio, abbandonato probabilmente nella seconda metà del I sec. d.C. Interessante, inoltre, la presenza di una struttura quadrangolare, forse il basamento di un torchio. In corrispondenza della porzione orientale dell'area N sono state messe in luce delle strutture che sembrano essere cronologicamente successive all'edificio a carattere rustico precedentemente descritto. Questi muri presentano un orientamento analogo alle strutture attribuite alla sinagoga e all'edificio immediatamente a N di essa. Esse sembrerebbero perciò ascrivibili ad una fase di occupazione databile a partire dal IV sec. d.C. Sfortunatamente le strutture sono state pesantemente danneggiate dall'azione dell'aratro, che ha asportato anche gran parte dei piani di calpestio ad esse collegate.
Area Centrale (c). L'area si estende su una superficie di circa 500 mq. L'intervento ha avuto inizio nella parte sud-occidentale dell'Area (Area C1) dove l'asportazione del terreno agricolo superficiale aveva evidenziato la presenza di lacerti di murature, mentre nella parte occidentale dell'area, precedentemente arata in profondità, era già visibile lo strato geologico di ghiaia e limo. Lo scavo in questa zona è stato realizzato per quadranti, procedendo in senso orario (aree C2, C3, C4). L'indagine ha permesso di riconoscere poche strutture (area C1). È infatti evidente come l'intera zona sia stata interessata dalla potente azione dell'aratro, che ha gravemente compromesso il deposito archeologico, arrivando ad intaccare, in alcuni punti, il sottostante strato geologico. Differente la situazione nell'area C3 dove è stata identificata la porzione meridionale dell'edificio tardo già identificato in corrispondenza del limite orientale dell'area N.
Area Sud (s). Il lavoro ha avuto inizio nella parte centrale dell'area, su una superficie di circa 1000 mq., dove, in seguito ai lavori di rimozione del terreno agricolo superficiale, erano state messe in luce una serie di strutture con orientamento analogo alla sinagoga. In questa zona lo scavo ha permesso di mettere in luce numerose strutture attribuibili a differenti edifici. Tra questi è interessante il rinvenimento di una costruzione di forma rettangolare, parallela alla sinagoga, che occupa il limite orientale dell'area indagata nel corso di questa campagna, Il terreno d'imposta delle strutture risulta ottenuto mediante una ricolmatura del suolo con macerie, ottenute per via della demolizione degli elevati insistenti nella parte più settentrionale dell'area. Le finestre stratigrafiche realizzate in quest'area hanno infatti evidenziato spessi strati di macerie di riporto. Numerose inoltre le strutture rinvenute nella parte occidentale dell'area. Esse presentano un orientamento divergente dal resto, ed analogo a quello di un gruppo di muri rinvenuti nel corso degli scavi degli anni '80, per le quali non sembra essere stata formulata alcuna ipotesi interpretativa e che sembrano essere riferibili ad una ultima fase di rioccupazione del sito in età tardoantica. Resta chiarito comunque che nessuna fase di occupazione è ascribile ad età alto o basso medioevale, quando gli abitati costieri si trasferiscono in altura per le note ragioni di carattere igienico-sanitario e per il pericolo di assalti pirateschi dal mare. I depositi archeologici riconosciuti in questa zona meridionale si presentano in buono stato di conservazione ed è probabile che al di sotto degli strati di abbandono attualmente esposti, siano conservati i piani pavimentali degli edifici le cui creste murarie sono state messe in luce nel corso di questa campagna di scavo. Si forniscono di seguito alcune sintetiche indicazioni con riferimento alla pianta riprodotta.
Trincea 1. La zona appare occupata da strutture oblique rispetto al complesso di ambienti edificati intorno alla sinagoga. È probabile che esse possano essere riferire ad una attività di arginazione della sponda del torrente.
Trincea 5. Nella parte nord-orientale del sito, al di fuori dell'area oggetto d'indagine, la realizzazione di una trincea per la creazione del sentiero di visita del sito ha permesso di individuare una ulteriore vasca in muratura. Essa presenta un orientamento analogo alle strutture dell'edificio a NW. Circa tre metri a S della vasca è stato rinvenuto un muro in cementizio parallelo ad essa. Al momento non è possibile avanzare ipotesi circa la datazione di queste strutture, ma la loro presenta mostra la prosecuzione dell'insediamento verso N, oltre il limite di scavo attualmente indagato. Nel complesso, le indagini realizzate all'ìinterno del Parco Archeologico di San Pasquale hanno permesso di mettere in luce una complessa sequenza stratigrafica che indica la continua occupazione dell'area a partire dall'età ellenistica fino al VI sec. d.C. Lo scavo ha permesso di chiarire la conformazione dell'area nell'antichità, caratterizzata da terrazze artificiali digradanti da N verso S ed allungate in direzione EW. La differente conservazione dei depositi archeologici, documentata durante l'intervento, è stata purtroppo condizionata dall'utilizzo agricolo dell'area in età moderna. È comunque evidente la presenza di situazioni archeologiche complesse e pluristratificate che potranno essere chiarite solamente dalla prosecuzione degli scavi.
INTERPRETAZIONE DELLE EMERGENZE
Area N: la zona è occupata da un insediamento produttivo probabilmente di età tardo-repubblicana/primo-imperiale. Nonostante i notevoli rimaneggiamenti di età moderna, sono riconoscibili differenti fasi costruttive che meriterebbero uno studio e un'indagine più accurata. Restano da indagare i rapporti con l'edificio più tardo riconosciuto in questa zona, probabilmente databile ad una fase tardoantica.
Area C: da questo settore provengono i materiali ceramici più antichi rinvenuti nello scavo, databili preliminarmente al III sec. a.C. La stratigrafia conservata è piuttosto ridotta, in quanto danneggiata dalle successive arature, ma sarebbe comunque interessante approfondire lo scavo per la possibilità di riconoscere tracce di un insediamento, del quale non si conservano però strutture in muratura, di età ellenistica.
Area S: in quest'area le indagini hanno evidenziato la presenza di un edificio rettangolare di funzione incerta. I depositi archeologici si presentano in buono stato di conservazione; al di sotto degli strati di abbandono sono probabilmente conservati i piani pavimentali, rinvenuti parzialmente in un saggio di approfondimento.
Area Trincea 5: la realizzazione del percorso di visita ha portato al riconoscimento di una vasca in cementizio e di alcune strutture al di fuori dell'area precedentemente delimitata per il cantiere archeologico principale. Questo ritrovamento mostra la presenza di edifici anche oltre i limiti di scavo attuale, verso N, e quindi è possibile ipotizzare un'estensione dell'insediamento non soltanto verso S (già documentato dagli scavi degli anni '80) ma anche verso N. La natura, la conservazione e l'estensione delle strutture in quest'area non è al momento evidente, ma sarebbe auspicabile una prosecuzione dello scavo anche in questa direzione.
Area E (limite est del cantiere archeologico): in quest'area la presenza di un cimitero di età tardoromana è già stata documentata nel corso degli scavi degli anni '80. Per problemi di sicurezza e di conservazione l'area non è stata aperta in questa fase di lavoro, non essendo stata ancora realizzata, e funzionante, la recinzione del Parco Archeologico. È comunque auspicabile una successiva indagine mirata nella zona sia per controllare la prosecuzione dell'insediamento in questa direzione, sia per documentare l'entità e l'estensione del cimitero di età tardoromana.
Trincea 1: nel corso degli scavi degli anni '80 sono stati realizzati solo limitati interventi nella porzione occidentale dell'insediamento. La zona, occupata da strutture che presentano un orientamento differente rispetto agli edifici della sinagoga, è stata parzialmente ampliata nel corso delle indagini attuali, evidenziando la prosecuzione delle strutture di questa fase. Nuove ricerche potranno portare a datare in modo più accurato queste strutture ed a stabilirne la relazione con la vicina sinagoga.
Conclusioni
Alla luce delle recenti indagini è quindi confermata l'importanza dell'area archeologica inserita all'interno del Parco Archeologico di San Pasquale. È evidente la rilevanza storica delle strutture emerse e la notevole quantità di informazioni che potrebbero emergere dalla prosecuzione degli scavi archeologici.
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