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Gennaio 2012
QUANDO ANCORA NON C’ERA LA REGGINA PDF Stampa

C’è sempre un «primo». Od una «prima volta». Il primo calciatore reggino che cambiò squadra per poco nobili, se pur comprensibili, motivi di stipendio fu Ottavio Misefari, detto «Garibaldi». Avvenne nel 1925. La Juventus Messina promise al giovane centravanti cinquanta lire al mese (altro che le mille della famosa canzonetta di dieci anni più tardi!) ed il popolare «Garibaldi» si trasferì oltre Stretto col compagno di squadra Rattotti, con il quale – si vuole – fosse il calciatore amaranto più rappresentativo dell’epoca. Quanto valessero quelle cinquanta lire è difficile calcolare bene: si tenga conto che il biglietto d’ingresso allo stadio costava mezza lira.

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LA MADONNA DELLA CONSOLAZIONE PDF Stampa

Eccoci ormai vicini alla Festa della Madonna; alla più grande, alla più bella, alla più vera festa de’ Reggini. Questi giorni stessi di preparazione ci destano nell’animo cento soavissimi affetti: eppure i tempi mutati, le distrazioni cresciute, la divisione degli spiriti, molto vanno togliendo di questa festività così incantevole un tempo, quale la troviamo, tornando indietro cogli anni, tra i più dolci ricordi della prima età. Altre penne hanno più volte descritta la festa reggina, onde a noi basti dir solo del suo preludio, che degno ci sembra di nota, specialmente se lo si guardi nel tempo accennato, in cui mantenevasi ancora nel suo pieno poetico e tradizionale.

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IL CINEMA E IL MERIDIONE PDF Stampa

La tendenza sud, tra film e fiction

Se nel decennio che possiamo identificare tra il 1997 ed il 2007 la fiction ha fatto registrare un autentico boom produttivo, ed anche di ascolti, negli ultimi tempi questa tendenza sembra avere subito una piccola frenata. Si badi bene: non uno stop improvviso, ma un piccolo rallentamento. Il che non significa che il genere non sia più apprezzato dal pubblico italiano che, forse, però, è stato anche “vittima” di un sovraffollamento che probabilmente non ha giovato.

L’offerta, in ogni caso, sta rallentando: e se il 2008 ha proposto comunque molte ore di fiction, nel 2009 e nel 2010 si è programmato – anche per la crisi -, sia in Rai che da parte di Mediaset, un contenimento delle produzioni, quantomeno dei costi produttivi. Dunque, meno lunga serialità, mantenendo tuttavia quelle serie che ormai costituiscono una certezza, e più fiction di alto livello e di breve durata.

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